Estate. Voglia di mare, di sole e di divertirsi con le persone a cui vogliamo bene. A volte però, in mezzo a tanto idillio, qualcuno deve rovinarti la festa. Ed è tanto più odioso se lo fa discriminando tutto ciò che sei e rappresenti, cancellando con una frase anni e anni di lotte. L’ulteriore aggravante poi, è che questo affronto sia arrivato davanti a due bambini di 3 e 6 anni.

Tutto ciò è accaduto al parco “Blu Paradise” di Orbassano, provincia di Torino. A denunciare il caso la UIL Diritti: i due papà avrebbero semplicemente chiesto la tariffa agevolata per famiglie, al che il responsabile non solo si è rifiutato di concederla ma ha persino dubitato che loro fossero una famiglia. Tutto ciò adducendo la banale scusa che chiunque si potrebbe spacciare come tale per avere uno sconto… siamo certi che, di fronte ad una coppia etero, nessuno si sarebbe sognato di chiedere il certificato di matrimonio!

Questo potrebbe sembrare un episodio di poco conto, un dettaglio fra gesti ben più violenti che accadono ogni giorno nel mondo, ma è da questi piccoli segnali che capiamo ancora quanto c’è da lavorare sui diritti. D’altronde anche le piccole cose possono avviare una rivoluzione, come un fiammifero può incendiare una foresta: viene in mente l’episodio di Rosa Parks, che nel 1955 si rifiutò di cedere il suo posto sull’autobus ad un uomo bianco, innescando col suo gesto le rivolte dell’intera comunità afroamericana che boicottò i mezzi pubblici della zona per oltre un anno. Nel nostro piccolo di certo ci terremo alla larga da gestori come questo, che non rispettano noi, le nostre famiglie e i nostri figli.